Siamo nel 1976 a Buenos Aires e c’è una ragazza in fuga con una bambina piccola in braccio. Si chiama Mini la ragazza e Ines la bambina. La ragazza scappa in uno zoo, affida la piccola a due ignari passanti, ma verrà comunque catturata dagli uomini di Videla. Stessa sorte capita ai suoi amici e a suo fratello Lorenzo Ismael. Sono entrambi figli di Adelaida Gigli e dello scrittore David Vinas, nessuno dei due farà più ritorno, di nessuno dei due si avrà più notizia.
La vita piena, ricca, interessante di Adelaide, poi Adelaida, viene raccontata da una voce narrante che la incontra a Recanati nel 1988 dopo una vita trascorsa in Argentina, dove la famiglia si trasferisce nei primi anni 30. In Italia, la donna ormai sessantenne, fa la ceramista, scrive racconti, è una vera intellettuale. Ha lasciato in Argentina ben due figli desaparecidos, Mini e il fratello Lorenzo Ismael, figli dello scrittore argentino David Vinas, ha vissuto tante vite, ha incontrato scrittori, artisti, musicisti, ha fondato una rivista letteraria, ha scritto poesie.
Sospesa tra due mondi, tra due continenti, tra due lingue, tra due nomi, privata dell’amore dei figli, costretta a fuggire da una terra di torture e di morte, Adelaida che vive nella terra di Leporadi è una donna consumata ma ancora molto vitale, sigarette e whisky sempre in mano, malgrado analisi alterate ed una malattia degenerativa in agguato.
I ricordi della vita in Argentina, dal tempo di Peron a quello delle dittature, sono segnati dalla consapevolezza che il suo lavoro creativo di artista è inficiato da un’esistenza priva di libertà e dei diritti essenziali, mentre la sua vita personale è massacrata dalle scelte coraggiose che portano i due figli a perire nel gorgo delle sparizioni nelle camere di tortura o negli aerei da cui vengono gettati i martiri inconsapevoli.
La storia di questa donna è una storia di esilio, di amore incondizionato per i figli perduti, per un paese amato ma abbandonato, per una nuova patria riscoperta, accettata. Adelaida muore in una casa di riposo nel 2010 dopo nove anni di solitudine, quasi dimenticata, malgrado abbia lasciato molte tracce forti.
L’autore insegue il tempo e lo fa a Recanati in casa di Adelaida e in un bar di Baires dove incontra David Vinas intrecciando storie, indagando e spulciando taccuini e lasciando vuoti che una bimba di nome Ines può colmare con pagine che le dicono da dove viene e forse per la prima volta chi è.
Un volume che consiglio a tutti coloro che vogliono scoprire l’esistenza di una donna forte e coraggiosa che si oppose al potere, che visse in Argentina per poi tornare nella sua terra d’origine, la piccola Recanati. Un romanzo che non è non è solo un omaggio a Adelaida Gigli, ma un libro sulla memoria e sul potere del linguaggio.
