Pinocchio? No, Pignèo: con Cavallini un tuffo nel dialetto spezzino

Un modo per far rivivere i classici della letteratura che passa dalla voce viva delle comunità e dalla musicalità delle lingue locali.
Il libro rappresenta una originale trasposizione in ‘sprugolino’ delle celebri avventure di Pinocchio, nate dalla penna di Carlo Collodi nel 1881. Non si tratta soltanto di una traduzione, ma di una vera e propria reinterpretazione culturale, capace di restituire al racconto una nuova vitalità attraverso il filtro del dialetto. I nomi stessi dei personaggi diventano un ponte tra tradizione e memoria: Geppetto si trasforma in Bepin, il Grillo Parlante in Er Grilo Ciarlon, mentre Pinocchio diventa Pignèo, mantenendo intatto il suo spirito irrequieto e universale.
